Adolescenza: tra fragilità e spavalderia

Gustavo Pietropolli Charmet delinea un interessante ritratto dell’adolescente di oggi.

Fragile e spavaldo, così lo scrittore lo descrive sottolineando gli aspetti di vulnerabilità legati al valore di sé e l’atteggiamento volto a sminuire l’autorità e il potere degli adulti. Si osserva così l’importante tendenza narcisistica di questa generazione.

“La fragilità degli adolescenti di oggi (…) si fonda sull’impressione di avere una missione speciale da compiere, e che colloca l’adolescente fuori dal suo tempo rendendolo spesso disinteressato alle vicende che dovrebbero invece riguardarlo da vicino. Gli adolescenti pensano di doversi occupare della loro bellezza, non solo fisica, ma psichica, sociale, espressiva. Sembrano convinti che la loro segreta missione abbia diritto di precedenza rispetto ad altre incombenze e che, in caso di conflitto fra questa e le esigenze avanzate dall’ambiente in cui vivono, non debba esserci dubbio su cosa privilegiare. Il bisogno di curare la loro bellezza li rende permalosi, esposti al rischio di sentirsi poco apprezzati, umiliati e mortificati da un ambiente che non dà loro il giusto riconoscimento. Quindi fragili perché esposti alla delusione derivante dal divario fra aspettative di riconoscimento e trattamento reale da parte di insegnanti, coetanei, genitori. Fragili perché addolorati dall’umiliazione e dal rischio di doversi troppo spesso vergognare del proprio corpo e della propria, a volte irrimediabile, invisibilità sociale”.

tratto da “Fragile e spavaldo. Ritratto dell’adolescente di oggi”, Gustavo Pietropolli Charmet, 2008

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