L’Io e i meccanismi di difesa

Il nostro apparato psichico elabora senza che ce ne rendiamo conto importanti strategie di difesa da ciò che avvertiamo come minaccioso e angosciante provenire dall’interno (istinti, desideri, affetti, memorie,..) e dalla realtà esterna. Tali meccanismi di difesa risultano spesso essere una strategia di sopravvivenza per far fronte a sofferenze che la nostra mente sente di non poter tollerare. Per quanto l’avvalersi di meccanismi difensivi sia caratteristico di ogni essere umano, il tipo di difese specifiche e la misura in cui la mente vi fa ricorso, forniscono importanti informazioni circa la personalità e le sue manifestazioni di disagio.

Già Sigmund Freud, padre della Psicoanalisi, aveva introdotto il concetto di difesa nel 1894 in Le neuropsicosi da difesa, descrivendone alcuni tipi principali e associandoli a specifiche forme di disagio psichico. La figlia, Anna Freud, nel 1961, offre un’interessante sintesi dei meccanismi messi in atto dall’Io, nel loro aspetto intrapsichico così come nel rapporto terapeutico, luogo elettivo di osservazione di tali dinamiche.

“Tutte le misure difensive adottate dall’Io (…) agiscono silenziosamente e invisibilmente. Noi dobbiamo accontentarci di farne una ricostruzione retrospettiva: non ci è mai dato di esserne testimoni al momento in cui agiscono”.

tratto da “L’Io e i meccanismo di difesa“, Anna Freud, 1961.

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